Nel cuore della Spagna, tra piscine naturali e meteo torrido

di meteotrip
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Dove trovare le piscine naturali più belle della Spagna interna: quando un viaggio a 43 °C è possibile

Agosto, il termometro dell’auto ha da un pezzo superato i 42 °C. Due ore e mezza a ovest di Madrid, nella provincia di Salamanca, la Castiglia è diventata una tavola bruciata dal sole in cui spunta ogni tanto un distributore di benzina. Da ieri una forte ondata di caldo africano interessa il Paese. Niente di strano per la Spagna d’estate, ma stavolta è tosta. A Siviglia sono già stati raggiunti i 48 °C. Dove mi trovo io al momento (Alba de Tormes) l’altitudine di quasi 1000 mt salva appena dall’inferno. L’orizzonte tremolante e il cielo da scirocco, però, sono di quelli che non lasciano scampo.

Dove andare?

La Sierra de Gredos è una catena montuosa che divide la regione della Castiglia da quella dell’Estremadura. Zona quasi sconosciuta ai turisti, è una parte di Spagna non lontana dal Portogallo dominata da una natura selvaggia. Leggo in un opuscolo trovato in un bar che questa è la terra delle piscine naturali. Acque fresche e trasparenti scendono dalle vette dei monti Gredos per rinverdire le valli e, raccogliendosi in piscine naturali, offrire la possibilità di bagni rigeneranti. In una giornata così, mi sembra un miraggio. Parto alla loro ricerca, impaziente di potermi tuffare.

Tappa 1: Pozo de Las Paredes – Navacepeda de Tormes

Arrivando da nord nell’abitato di Navacepeda de Tormes si seguono le indicazioni per La Plataforma, Rio Barbellido. In circa 2 km la strada conduce al parcheggio di Pozo de las Paredes. Una vera e propria visione. Acqua gelida, che toglie il fiato.

Il Rio Barbellido è un affluente del Tormes e scende direttamente dal pico Almanzor, dove ancora resistono nevai dopo una primavera fredda. Salgo di quota seguendo il suo corso… un altro bagno in ambiente straordinario, a 1500 mt di altitudine e con 30 °C, al tramonto.


Tappa 2: Vale del Jerte, Los Pilones

Il giorno dopo, tornando a valle tramite la strada N110, che collega El Barco de Avila alla città di Jerte, mi lascio alle spalle la Castiglia per entrare in Estremadura. E’ sempre la Sierra de Gredos a segnare la geografia del luogo, ma stavolta il versante è quello meridionale, dove si estende una zona chiamata La Vera. Quest’area, conosciuta per le sue ciliegie, è ricca d’acqua. Proprio all’altezza del villaggio di Jerte, prima di entrare in centro, si seguono le indicazioni per Garganta de los Infiernos. Il nome è attraente, e ben presto si capisce il perché. Un cammino di circa 40 minuti nel bosco, nel mio caso con una temperatura costante attorno ai 38 °C, finisce a Los Pilones. Per capire di cosa si tratta, basta guardare le foto sotto.

La Garganta de Los Infiernos è un affluente del rio Jerte che scende a valle effettuando salti d’acqua singhiozzanti, che si raccolgono in piscine profonde circa 2 mt. L’acqua è fredda, ma non gelida.

Tappa 3: Charco de la Olla, Las Hurdes

Il viaggio continua in una delle regioni più sperdute e isolate dell’intera Spagna: Las Hurdes. Anche qui i fiumi scorrono trasparenti e nonostante sia agosto è possibile vivere un on the road senza code né affollamenti. La temperatura non scende, anzi. Ieri a mezzanotte era ancora fissa sui 34 °C, ma ormai so che una piscina naturale mi salverà. Quella di Charco de la Olla ha un aspetto meno selvaggio delle prime due, ma è molto più accessibile, visto che si trova proprio lungo la strada CC158, in località Las Mestas, tra le pendici della Sierra de Francia, proprio sul confine tra Estremadura e Castiglia.

La sconcertante temperatura di 34 C a mezzanotte, a 600 mt di altitudine, presso Garganta la Olla

Un itinerario quello descritto che può essere fatto comodamente in tre giorni, quindi adatto anche per chi ha meno tempo. Da considerare il tempo per uno spostamento da Madrid (2-3 ore) o Salamanca (1 ora e mezza). Fondamentale un auto a noleggio.

In quest’area di Spagna vi sono molte altre piscine naturali e fiumi. Per chi vuole approfondire, consiglio la guida Spagna Sud di Touring Club, dove mi sono occupato, tra gli altri, anche del capitolo relativo ai luoghi citati in questo articolo.

Lorenzo Pini

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