fbpx

Previsioni meteo: è vero che non ci azzeccano mai?

di meteotrip
30 visite

Ma è proprio vero che le previsioni meteo sbagliano così tanto? Oppure dipende da noi che non sappiamo interpretarle?

5 consigli di Meteotrip su come avere le informazioni migliori.

Sempre più spesso mi trovo a parlare con amici e conoscenti delle pessime performances delle previsioni meteo. “Non ci azzeccano mai”, “Dicevano che pioveva e invece c’è il sole”, “Ma perché non è ancora arrivata quella tempesta annunciata?” e via dicendo. Ma è proprio così? Dipende dalle previsioni fatte male o dalle nostre aspettative sbagliate?

Come al solito la verità sta in mezzo. In un’epoca digitalizzata in cui abbiamo il controllo di tutto o quasi, nella quale si cercano risposte immediate su Google, anche dalle previsioni meteo si esige la perfezione. Tuttavia questa richiesta è destinata a restare frustrata per vari motivi. Ecco allora 5 consigli che vi permetteranno di informarvi sul tempo atmosferico con più obiettività.

1. ll meteo non è una scienza esatta

Ebbene sì. Nonostante l’utilizzo di processori e database potentissimi, l’elaborazione di una previsione meteo è sempre soggetta ad errore, perché legata a variabili a volte impercettibili. Una perturbazione può ad esempio cambiare la sua traiettoria di 200 km per uno “spiffero” a livello atmosferico di qualsiasi tipo, anche all’ultimo momento. Per spiffero intendo la variazione di un vento, della pressione, dell’umidità. 200 km sono una briciola per la Natura, un’enormità per noi, che ragioniamo guardando il nostro orticello e basta (e così ci arrabbiamo come bambini capricciosi se quel meteo previsto non accade esattamente a casa nostra, ma magari si realizza qualche km più in là, solo che non lo sappiamo).

2. Consulta più siti e non solo le app automatiche

Come si ottiene una buona previsione? Consultando più fonti. Il consiglio è quello di salvarsi tra i preferiti i 2-3 migliori meteo locali (siti, NON app) della propria regione o provincia (in molti ormai hanno una pagina social) e vedere se tutti sono allineati.

E le famigerate App con la suddivisione oraria delle piogge? Rispondo secco: servono solo per il giorno stesso o in caso di alta pressione, cioè quando il tempo è facilmente prevedibile. Quindi potete consultarle, con dovuta cautela, per sapere che tempo farà nelle 4-6 ore successive, ma non mi spingerei oltre.

Consultare il meteo nazionale ha senso se volete capire la dinamica generale a scapito però della precisione.

3. Non credere agli strilloni

In rete e sui social spopolano i “modaioli” del meteo: annunciano inverni gelidi, tempeste e bombe d’acqua, ondate di calore con nomi altisonanti di draghi sputafuoco… lasciate perdere, sono solo acchiappa-click. L’Italia è lunga 1200 km e non esistono eventi estremi a tappeto dappertutto, anzi l’errore che viene fatto più spesso è quello di ingigantire un singolo evento locale spaventando tutti dal Brennero a Lampedusa. Le previsioni di questi strilloni non valgono NIENTE, cancellate le loro app e non regalate loro i vostri click.

4. Non spingerti oltre i 3 – max 5 giorni

Forse la regola più importante: se non si vuol restare scottati o delusi, bisogna farsene una ragione. Le previsioni perdono molta della loro affidabilità dopo i 3 giorni, al massimo 5 in casi di alta pressione duratura e stabile (come a volte accade in estate). Quindi è una perdita di tempo consultare sul telefonino il meteo delle app a 10 o 15 giorni. Tanto cambierà mille volte. Ma allora come faccio a sapere se potrò andare al mare tra 10 giorni o se nevicherà tra 15 sulle Dolomiti? La riposta è semplice: non puoi saperlo, ma solo iniziare a inquadrare la possibilità a partire da una settimana prima, aspettandoti una risposta più plausibile solo da 3 gg prima… NB. La possibilità si inquadra seguendo il punto 2 e non le App.

5. Considera la geografia a livello locale

Questo è un aspetto fondamentale, in parte legato al punto 1.  Avete consultato i 2 siti meteo migliori della vostra regione/provincia, magari anche sui social dove pubblicano sempre bollettini e mappe aggiornate? Bene, siete su un’ottima strada. Ora dovete mettere un campo un po’ della vostra esperienza: solo voi potete conoscere il territorio dove abitate alla perfezione. Magari c’è quella piccola catena montuosa che blocca le nuvole e che i previsori non “vedono”, oppure sapete che con un certo vento quella parte della città è sempre più esposta… In una parola: microclima. Questo è un livello senz’altro da “professionisti”, ma potete sempre chiedere a qualche conoscente appassionato (nei posti di mare e montagna ognuno è un po’ meteorologo).

In conclusione, le previsioni meteo negli ultimi decenni hanno fatto passi da gigante grazie all’utilizzo dei computer, ma questo non consente ancora di raggiungere un’affidabilità totale. C’è di più. Con lo stravolgimento climatico in atto molti modelli numerici fanno fatica a capire l’evoluzione di alcune dinamiche atmosferiche, perché alcuni, nuovi aspetti non sono ancora sufficientemente indicizzati. Ma forse è proprio questo il bello del meteo, tra le poche cose che ancora ci lasciano nel dubbio, che mantengono un pizzico di imprevedibilità. Compito nostro è esserne consapevoli e leggere le previsioni come la possibilità (e non la certezza) che un evento atmosferico possa realizzarsi o meno, seguendo i consigli di cui spora.

Lorenzo Pini – Meteotrip

1 commenti

Alessandro 7 Ottobre 2021 - 9:42 pm

Articolo brillante

Reply

Lascia un commento

potrebbe interessarti anche:

Questo blog utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Puoi disabilitare i cookies dalle impostazioni del tuo browser. Accetto Maggiori Informazioni