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Com’è la vita a Oymyakon, il luogo abitato più freddo al mondo

di meteotrip
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Oymyakon è un villaggio di circa 500 abitanti nella regione della Jacuzia, in Siberia, dove le temperature in inverno possono scendere sotto i meno 60°C. Come e perché si vive qui?

La Terra è piena di luoghi climaticamente inospitali, dove tuttavia l’uomo è riuscito ad adattarsi e a tramandare la vita nonostante le condizioni avverse. Tra i posti più estremi c’è senz’altro Oymyakon, cittadina siberiana dagli inverni rigidissimi, tanto da essere stata ribattezzata “la città-congelatore” o “polo del freddo”. Il record di temperatura più bassa è di – 67 °C e risale al 1933. L’inverno dura 9 mesi e tra dicembre e marzo le temperature oscillano in media tra – 30°C e – 50 °C. Il freddo è inoltre spesso associato al fenomeno della nebbia congelantesi, che ricopre di ghiaccio ogni superficie.

Sopravvivere a Oymyakon: il cibo

La maggior parte degli abitanti di Oymyakon ha discendenza “Turkic Yakut“, indigeni del Nordest della Siberia che per primi hanno abitato questa provincia. La loro attività era principalmente quella di cacciatori e mandriani di renne: la carne di queste ultime è infatti alla base dell’alimentazione, poiché l’agricoltura è resa impossibile dal permafrost (terreno perennemente congelato sotto la superficie). Anche il pesce ha un ruolo importante, vista la vicinanza del fiume Indigirka, non soggetto a congelamento totale grazie alla presenza di fonti termali presso il suo letto: il mercato ittico si tiene all’aperto, con i prodotti venduti ovviamente già congelati, anche se freschi! Al mercato gli abitanti comprano gli ingredienti per fare la stroganina, un piatto molto popolare tra i popoli della Siberia, fatto di fette sottili di pesce crudo surgelato, servite con sale e pepe. Tra i piatti tipici anche cubetti di sangue ghiacciato di cavallo con maccheroni e, sempre dell’equino, fegato crudo congelato.

Mercato (da Oymyakon Coldest Village Facebook)

L’ambiente domestico e il tè russo

La casa “tipo” di Oymyakon è in legno e riscaldata a carbone, mentre i bagni si trovano in giardino in piccole capanne non riscaldate, per ovviare al problema delle tubature che altrimenti si congelerebbero. Per lo stesso motivo, non si deve mai spegnere il motore dell’auto in sosta. Nel villaggio esiste un solo negozio che rifornisce gli abitanti dell’essenziale per la vita quotidiana. Gli spostamenti a piedi all’aperto durante il periodo invernale sono rapidi: a – 45 °C la pelle congela in 5-10 minuti. E anche se si sta fuori per pochi secondi, è importante coprirsi sempre a tali temperature, pena geloni e complicazioni anche serie. Tuttavia gli abitanti di Oymyakon conducono una vita per loro del tutto normale: semplicemente, si adattano, magari aiutati dal “Russki chai”, il tè russo, come chiamano affettuosamente la vodka.

Un bagno

Geografia del polo freddo

Alla stessa latitudine dell’Islanda meridionale, o della Norvegia centrale (63 ° Nord), Oymyakon ha al contrario un clima del tutto differente da queste ultime, essendo lontana migliaia di chilometri dai mari occidentali che mitigano il clima. Qui il clima di tipo continentale risente di un fenomeno di accumulazione del gelo tipico delle pianure russo-siberiane: si tratta di una sorta di auto-generatore di freddo, causato da inversione termiche, effetto albedo e scarsa insolazione, oltre alla lontananza da mari più tiepidi. Fattori che fanno precipitare le temperature a livelli quasi incredibili. Se d’inverno il freddo è siderale, durante la breve estate non è raro che si verifichi anche qualche giorno di caldo, con la temperatura che può raggiungere i 30 °C. Con il tepore la natura esplode e con essa anche la riproduzione delle zanzare.

La visita

Per chi avesse in mente un viaggio da queste parti, bisogna sapere che non ci sono strutture alberghiere e si alloggia nelle case degli abitanti. Tuttavia non mancano avventurosi turisti del freddo. Un’agenzia in grado di organizzare il viaggio si trova a questo link.

Lorenzo Pini

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