fbpx

La vita oltre i 4.500 mt a Komic, il villaggio più alto dell’India

di meteotrip
114 visite

Tratto da: Atlante degli eventi atmosferici estremi, Jonglez Edizioni 2023

Il villaggio più alto del mondo collegato a una strada carrabile: così riporta un cartello a Komic, 4.587 mt nel versante sud dell’Himalaya.

Escursione termica elevatissima tra giorno e notte, suolo arido, vento e altitudine non scoraggiano abitanti e monaci buddhisti di Komic, l’insediamento umano tra i più elevati al mondo.

Komic si trova nella valle dello Spiti, nel versante indiano della catena dell’Himalaya. Una manciata di abitazioni sparse in una conca naturale a forma di scodella, circondata da spoglie montagne che superano i 6000 mt. Il clima rigido, l’alta quota, la mancanza di comunicazioni e la scarsa fertilità del terreno sono fattori che, sommati, rendono la vita qui estremamente dura.

Il problema maggiore, oltre al freddo, è rappresentato dall’aridità. In primavera l’acqua generata dal disgelo tende a scendere velocemente lungo i fianchi delle montagne, ingrossando il fiume Spiti, mentre alla quota di Komic il terreno ne trattiene solo una percentuale minore.

Dopo i mesi di maggio e giugno secchi e soleggiati (i migliori per visitare la zona) e un periodo da luglio a ottobre più nuvoloso, ma comunque asciutto e mite, il meteo estremo giunge a novembre, quando le temperature precipitano e inizia a nevicare con intensità. Di notte la colonnina di mercurio può scendere a meno 30 °C. Da allora, fino ad aprile, la strada che collega Manali a Kaza, lungo il corso dello Spiti, viene chiusa per pericolo valanghe e Komic e i suoi 114 abitanti restano isolati.

Chi sono questi “eroi” d’alta quota? 

Buona parte della popolazione è rappresentata dai monaci buddisti del Monastero Tangyud, ma vi sono anche famiglie di pastori e, negli ultimi anni, qualcuno che ha avviato servizi rivolti ai turisti. A Komic esistono infatti due affittacamere, un ristorante e un’agenzia di taxi bus. 

Il clima di Komic non si addice all’agricoltura, e l’unica attività terziaria è l’allevamento di pecore, cavalli e yak. Il turista che arriva quassù dovrà considerare che anche il solo passeggiare potrà arrecare affanno per la mancanza di ossigeno e non solo. L’escursione termica stagionale e diurna e l’azione erosiva del ghiaccio, alternato al sole implacabile d’alta montagna, riducono il terreno in un tappeto polveroso battuto dal vento.

Lorenzo Pini

Foto: Wikimedia Commons (ove non esplicitato)


Il racconto che hai appena letto fa parte di una raccolta pubblicata nel libro “Atlante degli eventi atmosferici estremi“, Edizioni Jonglez – 2023, a cura di Lorenzo Pini.

Scopri altri 40 luoghi del pianeta con clima estremo, puoi trovare l’Atlante in ogni libreria o negli store online.

Acquista il libro

Lascia un commento

potrebbe interessarti anche:

Questo blog utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Puoi disabilitare i cookies dalle impostazioni del tuo browser. Accetto Maggiori Informazioni