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La Brévine, una piccola Siberia in Svizzera

di meteotrip
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Tratto da: Atlante degli eventi atmosferici estremi, Jonglez Edizioni 2023

Il 12 gennaio 1987 la stazione meteorologica di La Brévine, in Svizzera, registra il valore quasi incredibile di – 41.8 °C. Se si fa riferimento ai soli luoghi abitati, il dato rappresenta un record per il territorio elvetico. E, per La Brévine, l’inizio di una certa notorietà.

Siamo nel Canton Neuchâtel, al confine con la Francia, una zona di grandi bellezze paesaggistiche appartenente al Massiccio del Giura. Il villaggio si estende su un altipiano protetto dalle montagne, a 1043 mt di quota. I circa 600 abitanti di La Brévine conoscono bene il fenomeno meteo che nelle notti d’inverno può condurre a questo gelo siderale: si chiama inversione termica.  In parole povere, quando a valle fa più freddo che in montagna.

Un fenomeno conosciuto in ogni parte del pianeta, che qui si manifesta in proporzioni davvero impressionanti.

Durante i periodi di alta pressione che seguono le ondate di freddo invernali, il gelo si deposita nei bassi strati di questa conca pianeggiante formando una specie di cuscinetto incollato al suolo.

Secondo il meccanismo dell’inversione termica il terreno “trasmette” il freddo allo strato d’aria a contatto con esso, mentre qualche decina di metri più in alto la colonna d’aria si raffredda in maniera canonica, quindi più contenuta, perché non viene interessata da questa dinamica.

I gestori di alcune attività a La Brévine e lo stesso municipio hanno fatto del freddo un simbolo, o meglio, un brand. Per l’arredamento della casa ci si rivolge a “Meubles Alaska”, l’abbigliamento sportivo per la montagna si compra da “Siberia Sports” e i turisti possono alloggiare all’Auberge “Le Loup Blanc”, il lupo polare. E la cena? Naturalmente al ristorante “L’Isba”, il cui nome fa riferimento alla tipica casa rurale russa in legno.

Non sono affatto pochi quelli turisti che arrivano quassù per conoscere la piccola Siberia svizzera, anche in estate, quando alle temperature diurne di 25 °C seguono notti sempre frizzanti, con colonnina di mercurio che può andare sotto i 5 °C in pieno luglio. In tempi di riscaldamento globale, un vero toccasana.

Il cambiamento climatico tuttavia non risparmia La Brévine: gli inverni con neve scarsa sono sempre più frequenti mentre durante l’estate del 2019 si sono verificate massime di 30 °C per 15 giorni consecutivi. Se si considera che il record di caldo, risalente al 2006, è di 36 °C, possiamo affermare che in questo angolo di Svizzera l’escursione termica massima è di quasi 78 °C, tra le più ampie del pianeta.

Lorenzo Pini

Foto: Wikimedia Commons (ove non esplicitato)


Il racconto che hai appena letto fa parte di una raccolta pubblicata nel libro “Atlante degli eventi atmosferici estremi“, Edizioni Jonglez – 2023, a cura di Lorenzo Pini.

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