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Pyramiden, Isole Svalbard, la città fantasma a 79 °N

di meteotrip
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Il luogo più a nord del mondo ad essere stato abitato in maniera permanente da almeno 1000 abitanti

Tempeste di neve, temperature invernali spesso sotto i – 20 °C, con un record di – 46° C, venti impetuosi, suolo ricoperto di neve 250 giorni l’anno, orsi polari che vagano indisturbati, per non parlare della lunga notte polare (il sole non sorge mai da fine ottobre a metà febbraio).

Sono queste le condizioni invernali a Pyramiden, Isole Svalbard, il luogo più a nord del mondo ad essere stato abitato in maniera permanente da almeno 1000 abitanti.

Il meteo qui è decisamente singolare, ma non da meno è la storia di questo avamposto prima del Polo Nord, a 79 °N di latitudine, tutt’oggi abitato.

Credits: Cruise Mapper

Alla fine degli anni Venti del Novecento, in seguito al Trattato delle Svalbard, la compagnia mineraria Russkij Grumant acquisisce il diritto di sfruttamento di alcuni giacimenti di carbone circa 60 km a nord di Longyearbyen, il centro abitato maggiore di queste isole artiche. Dopo la distruzione dell’unica base presente da parte dei tedeschi, avvenuta durante la Seconda Guerra mondiale, nel corso degli anni Sessanta l’attività estrattiva torna a incrementare, sempre nelle mani di aziende statali sovietiche, tanto che si viene a creare una comunità di residenti permanenti.

È in questi anni che l’insediamento prende il nome di Pyramiden, dalla forma piramidale della vetta alle spalle della città, affacciata sulla baia di Adolfbukta. Le condizioni climatiche estreme non scoraggiano le autorità sovietiche, che creano qui una città in miniatura dotata di tutte le strutture necessarie per lo sviluppo di una “società ideale”.

Tra gli anni ’60 e gli anni ’80 Pyramiden supera i 1000 abitanti: sono presenti un asilo, una scuola elementare, una piscina con acqua di mare riscaldata, un ospedale attrezzato per le operazioni chirurgiche, una biblioteca con oltre 50.000 volumi, un cinema/teatro da 300 posti, palestre e un campo da pallacanestro e calcio a cinque. Nelle case non c’è cucina ma il cibo è assicurato da una grande mensa comune.

Nella piazza viene innalzata una statua a Lenin, la più a nord del pianeta.

Oltre all’interesse economico legato all’estrazione, la ragione dell’esistenza di Pyramiden è chiara: l’URSS vuole dimostrare al resto del mondo la capacità di portare la vita umana nel regno degli orsi polari, dei blizzard nevosi e dei ghiacci.

Il declino di Pyramiden inizia dopo il 1991 con la caduta dell’Unione Sovietica. L’insediamento viene abbandonato del tutto nel 1998, quando gli ultimi 300 abitanti sono invitati a trovare una nuova sistemazione. Oggi Pyramiden può essere visitata nei mesi estivi tramite tour guidati ed è una delle più affascinanti ghost town del pianeta, grazie anche al buono stato di conservazione degli edifici, dovuto al clima gelido.

Credits: Christopher Michel 

Via terra Pyramiden è raggiungibile solo in motoslitta, oppure con la nave “Polar Charter” da Longyearbyen.

Il rinnovato interesse turistico è stimolato anche dalla presenza dell’Hotel Tulpan, ristrutturato nel 2013 e unico edificio dotato di energia elettrica. In stile rigorosamente sovietico, vi si può dormire da marzo a ottobre ed è dotato anche di un piccolo museo e un ottimo ristorante. Oggi sono 6 le persone residenti che, a turno, tengono in vita Pyramiden, luogo surreale, climaticamente ostile e ai confini del mondo.

Lorenzo Pini

Foto: Wikimedia Commons (ove non esplicitato)


Il racconto che hai appena letto fa parte di una raccolta pubblicata nel libro “Atlante degli eventi atmosferici estremi“, Edizioni Jonglez – 2023, a cura di Lorenzo Pini.

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